Il Galletto 175 cc

Modello di transizione verso il Galletto 192 cc, dalla matricola 20310001 a 22321150 (con vari salti di matricola).
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Il Galletto 175 nasce come diretta evoluzione del Galletto 160 Quarto Tipo, nel quale, la Moto Guzzi aveva adottato una serie di correttivi al 160 cc consolidatosi nel 1952.

La nuova versione fu presentata alla "Trentesima Esposizione del ciclo e motociclo" organizzata dall’A.N.C.M.A. a Milano, dal 29 novembre al 8 dicembre 1952.


Le grandi novità del Galletto 175 cc sono date da due elementi, ovvero la dotazione di un cambio a quattro marce (al posto dei tre rapporti del 160) e l’incremento di cilindrata.

Nel Galletto 175 l’aumento di cilindrata porta ad un aumento di potenza che, dai 6,4 cavalli a 5200 giri del 160, arriva ai 7 cavalli.

L’aumento di cilindrata è dato dall’incremento di alesaggio a parità di corsa: se il Galletto 160 ha un alesaggio per corsa di 62x53 mm, il Galletto 175 ha 65x53 mm.

La definizione del Galletto 175 avviene nel corso del 1952, ma per Carlo Guzzi non sarà un punto di arrivo, tanto che nel 1954, poco più di un anno dopo, la cilindrata approda ai 192 centimetri cubici e ad una alimentazione elettrica garantita da una dinamo al posto del volano alternatore.

Il nuovo modello viene introdotto nel catalogo della Moto Guzzi nel novembre 1952.

Dopo il Salone di Milano il suo prezzo viene fissato in 289.000 Lire con la ruota di scorta e 285.000 Lire con la mascherina (alla fine del 1952 il prezzo del 160 con la ruota di scorta era di lire 277.000, con la maschera anteriore era venduto a listino a lire 273.000).

La versione in 175 cc viene poi omologata il 19 gennaio 1953.

In tutto la Moto Guzzi ne avrebbe prodotto 8.660 esemplari, con matricole che vanno dal numero 20310001 al 22321150, con i soliti vari salti nelle serie.

Nel Galletto 175 cc resta il volano magnete, che sarà soppiantato dalla dinamo solamente nel Galletto 192 cc.

Una soluzione quella del volano magnete che non supera tutte le difficoltà lamentate con il Galletto 160, con l’eccesso di calore accumulato dalle bobine interne che ben presto danneggia l’isolamento degli avvolgimenti con difficoltà di rendimento dell’insieme.

Questi problemi permangono nonostante la collocazione all’esterno, sotto il cruscotto, della bobina dell’alta tensione.

Problemi elettrici, peraltro, che affliggono tuttoggi i Galletti 160 e 175 con i raddrizzatori al selenio, che non garantiscono la ricarica della batteria.

Nel Galletto 175 cc ritroviamo l’impianto elettrico con la posizione della chiave di emergenza nato con il 160 Quarto Tipo: la rotazione a 180° della chiave d’accensione (posta sulla posizione ‘E’) permette il funzionamento dell’accensione alimentando la bobina direttamente con la corrente generata dall’alternatore. E questo a seconda che il guasto sia imputabile alla batteria oppure al raddrizzatore.

L’accensione, dunque, nel 175 è rigorosamente a bobina spinterogeno, con la batteria che si ricarica grazie al raddrizzatore.

Nei fatti la versione da 175 cc del Galletto vuole essere la risposta ad un gap tecnico che il Galletto 160 Terzo Tipo aveva fatto segnare: il cambio a tre rapporti era adatto ad un’utenza di motociclisti non esperti, mentre il limite del tiro del motore emerge nei percorsi di montagna e nel misto veloce.

Il migliore frazionamento dei rapporti permette poi di sfruttare al meglio l’elasticità del motore, guadagnando in termini di consumo e di rendimento.

Parallelamente cambiano i rapporti finali: se per il Galletto 160 i rapporti finali sono 3,18:1 con dentatura 16/51, nel Galletto 175 avremo un rapporto 3,06:1 con 16 denti al pignone e 49 alla corona.

I rapporti totali del Galletto 160 sono: 18,25:1; 12,07:1; 6,7:1; mentre nel Galletto 175 diventano 20,91:1; 12,97:1; 9,23:1; 6,45:1.

L’omologazione del Galletto 175 cc verrà rilasciata solo nel gen­naio 1953 e per questo motivo molti veicoli delle prime serie, commercializzati già nel novembre del 1952, riportano sui libretti di circolazione i dati tecnici del Galletto 160 cc, con poi la rettifica degli stessi dati riferiti alle misure di alesaggio e corsa e quindi alla cilindrata.

Lo sviluppo del nuovo motore partì naturalmente dallo schema del precedente modello da 160 cc, ma trovò una nuova impostazione.

Per sopperire al problema dell’albero motore a sbalzo, che prendeva gioco sul cuscinetto a rulli da 3 mm (gli stessi della biella), nel Galletto 175 cc venne adottata una lunga bronzina per la guida dell’albero.

Nuova anche la posizione del selettore delle marce, ora collocato sul fianco destro del carter. Soppresso anche il segnalatore di marcia inserita sul lato destro del trave del telaio, che invece diventa una lancetta montata sullo stesso perno di basculaggio del bilanciere, con i numeri delle marce e del folle in rilievo nella fusione del pedale del cambio.

Nel nuovo motore da 175 cc è immediatamente constatabile anche la rinnovata presa di moto per il rinvio del contachilometri: elemento distintivo del motore, la piccola coppia conica è montata su un’appendice estranea al 160, sempre sul lato destro del motore.

Tra i dettagli va anche rammentato come la scala delle velocità del tachimetro (che nel Galletto 160 cc si spingevano ad una velocità massima di 90 km/h) ora raggiunga i 100 km/h.

Nuove anche le valvole di aspirazione e scarico: da una lunghezza di 95 mm del 160, si passa a 97.5 mm del 175 a parità di diametro dei funghi.

Variano pure le tensioni delle molle (kg 19 e kg 7.7 per il Galletto 160, kg 22.75 e kg 9.75 per il Galletto 175 a fronte di una lunghezza che da 36.5 mm passa a 38.5 mm mentre la seconda molla resta lunga 31 mm).

L’albero motore sul Galletto 175 differisce solo per il diametro di accoppiamento con la grande bronzina: si passa dal diametro 33.5 mm del Galletto 160 ad un lungo tratto di 32 mm di diametro.

Nel Galletto 175 cambia poi la testa: dal numero di motore 20310001 al numero 20320100 è stata montata una testa specifica, catalogata con il numero 39001/39004.

Due poi i modelli di bobina esterna montati sul 175: la Marelli B 15A e la Filso, invece a barilotto, il cui modello è caratterizzato dalla sigla C 11461.

Va quindi segnalato che il Galletto 175 fu dotato di ben tre diverse tipologie di impianto elettrico, ovvero Siem, Cev e Carello.

Tutti erano comunque caratterizzati da una certa complessità, dal cattivo funzionamento della carica del volano e dalla presenza della posizione d’emergenza.

Per il Galletto 175 la candela consigliata è la CBW 150 B-X per il turismo normale, mentre per il turismo veloce viene indicata la CW 225 B-X (nel Galletto 160 erano invece consigliate la candela CW 175 A o la CW 225 A).

Tra le novità più evidenti anche un nuovo serbatoio dell’olio con un raccordo di mandata studiato per avere un minor ingombro laterale ed il parafango posteriore del Galletto 160 Quarto Tipo.
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La forcella, invece, perde sullo stelo sinistro l’attacco per l’antifurto e cambia non solo nelle dimensioni del canotto, ma prevede anche un diverso manubrio rispetto al 160 cc.
Cambia lunghezza anche il braccio oscillante posteriore: il raggio di sterzata passa dai 1,75 metri del Galletto 160 cc ai 2,30 metri, valore che resterà poi nella serie del Galletto 192 cc.

Sui primi modelli di Galletto 175 cc, sul dorso del serbatoio, appariva la scritta in decalcomania "Usate olio Shell".

Una caratteristica peculiare del Galletto 175 è la fragilità dei raggi della ruota posteriore; i cerchioni montati sul 175, peraltro, sono della Onval e non necessariamente i Borrani.

A livello di carrozzeria cambiano anche i carter coprimotore laterali, che diventano leggermente più avvolgenti il telaio nella parte anteriore della presa d’aria del carburatore, perdendo anche il settore tagliato che nel Galletto 160 permette il passaggio della tubazione della mandata dell’olio dal serbatoio.

Alcuni dei paragambe del Galletto 175 hanno la caratteristica di avere la parte inferiore non bombata nel raccordo con le pedane; si tratta di un particolare che differisce dalla serie del Galletto 160 e che si perderà del tutto con il Galletto 192 cc.

La produzione del Galletto 175 cesserà nel 1954 con l’arrivo del Galletto 192 cc.

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